DIS-COLL prorogata per il 2017, strutturale dal 2018.

Discoll

Oggi nell’aula del Senato si voterà il provvedimento Milleproroghe, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.

Nel corso dell’iter in 1° commissione è stato approvato un emendamento PD, a prima firma Annamaria Parente, finalizzato a prorogare fino al 30 giugno 2017, con uno stanziamento di 19,2 milioni di euro, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, la c.d. DIS-COLL.

L’indennità è stata introdotta in via sperimentale, per l’anno 2015, e prorogata per 2016, dal decreto legislativo n. 22 del JOBSACT in attesa di individuare e analizzare tutte le forme contrattuali esistenti, ai fini di poterne valutare l’effettiva coerenza con il tessuto occupazionale e con il contesto produttivo nazionale e internazionale, in funzione di interventi di semplificazione, modifica o superamento delle medesime tipologie contrattuali.

La DIS-COLL è riconosciuta ai soggetti:

–      che siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione;

–      che possano far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento;

–      possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’evento di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di durata pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione.

Per la prima volta nella storia un ammortizzatore sociale è stato garantito a quei lavoratori assunti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa che normalmente non potrebbero accedere ad alcuna indennità di disoccupazione.

Con questa proroga è stato scongiurato ogni allarme per più di 300 mila lavoratori precari, soprattutto giovani, e preparato il terreno per il necessario intervento strutturale, perché la DIS-COLL diventi permanente.

Ora l’obiettivo del Governo e della maggioranza che lo sostiene è quello di rendere questa misura strutturale con un apposito dispositivo che intervenga sulla copertura contributiva, ritoccando le aliquote assistenziali della gestione separata.