Più tutele a chi prima non ne aveva

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Diventa legge il primo provvedimento dedicato alla tutela di tutti rapporti di lavoro autonomo

di Annamaria Parente, Capogruppo Pd in Commissione Lavoro Senato

Il testo contenente misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale, e le norme relative allo smart working volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato, diventa legge.

È la prima volta in Italia che abbiamo una disciplina unica, dedicata alla tutela di tutti i rapporti di lavoro autonomo, riferiti al titolo III del libro V del codice civile: la platea va dai liberi professionisti alle collaborazioni. Con questo provvedimento si definisce un confine, una volta per tutte, tra lavoro autonomo e lavoro subordinato.

La linea di demarcazione tra lavoro autonomo e subordinato era stata già definita dal Jobs Act: così, si completa un quadro della normativa volto a evitare zone ibride e abusi; un esempio per tutti di abuso, forse il più eclatante, sono state le finte partite IVA.

Le tutele di questo provvedimento va dal lavoro autonomo nelle transazioni commerciali alla definizione di clausole sulle condotte elusive, al diritto delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti alla gestione separata dei congedi parentali per un periodo di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino; si avrà la possibilità di ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare e, in caso di malattia e infortunio, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi per queste lavoratrici e lavoratori è sospeso per l’intera durata della malattia e dell’infortunio.

Per quanto riguarda la maternità, si va ad incrementare il numero di mesi precedenti al periodo indennizzabile entro cui individuare le tre mensilità di contribuzione dovuta, rendendoli così flessibili ed esigibili per la donna lavoratrice autonoma. Inoltre, si amplia il congedo parentale, applicandolo anche ai casi di adozione e affidamento preadottivo. Per quanto riguarda l’indennità di malattia si amplia la platea dei beneficiari.

C’è poi una disposizione dedicata alla deducibilità delle spese di formazione (come l’iscrizione a master e corsi di formazione, convegni e congressi), comprese quelle di viaggio e soggiorno. Quest’ultima aggiunta al testo inserita alla Camera è stata fortemente voluta da tutte le organizzazioni di rappresentanza delle categorie del lavoro autonomo. Sono deducibili anche le spese per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento al lavoro e autoimprenditorialità.

La novità più importante del testo Camera è che l’indennità di disoccupazione per i lavoratori e le lavoratrici con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, la DIS-COLL diventa permanente. Il Jobs Act aveva introdotto la misura in maniera sperimentale e quest’anno, con l’emendamento al milleproroghe approvato al Senato, è stata prolungata fino a giugno: dal 1º luglio, grazie a questo provvedimento, diventa una misura stabile.

Sul tema previdenziale, la legge di bilancio 2017 ha introdotto un’importante novità, abbassando dal 27 al 25 per cento l’aliquota contributiva per i professionisti iscritti in via esclusiva alla gestione separata INPS. Questa è la terza legge di stabilità in cui si abbassa quell’aliquota, andando a bloccare l’aumento previdenziale previsto dalla riforma Fornero.

In questo il Parlamento è stato molto aiutato dai rappresentanti dei professionisti. E un pensiero affettuoso in questo senso vorrei rivolgerlo a Saturno Sampalmieri, da poco prematuramente e repentinamente scomparso.

In tema di lavoro agile questa legge si inserisce all’interno di uno scenario in forte evoluzione, che deve tener conto di cambiamenti nel mondo del lavoro in tre ambiti: competitività delle aziende in un mondo globale, anche quelle medie e piccole; conciliazione del lavoro con la famiglia per aumentare l’occupazione, soprattutto femminile; infine, l’elevato sviluppo tecnologico in questa fase del progresso umano con la conseguente necessità di innovazione dei processi produttivi. Le norme che approviamo oggi tengono insieme tutti e tre gli ambiti e parlano di futuro del lavoro.

Il disegno di legge offre una cornice normativa a quello che già molta contrattazione ha da tempo stabilito sul trattamento delle modalità di svolgimento del lavoro agile come esecuzione del lavoro subordinato. Ora avremo una legge e una sufficiente esperienza contrattuale per dire che da domani il tema è incentivare e incoraggiare accordi che vadano nella direzione di praticare lavoro agile, creare cultura del lavoro che va al di là del luogo fisico, attenta più risultato che al tempo di impiego e di lavorazione.

Un futuro impegno del Governo potrebbe inoltre affrontare il tema dell’accesso alle tecnologie, soprattutto delle persone con disabilità. Nel nostro Paese, infatti, l’innovazione digitale e l’accessibilità sono temi ai quali le istituzioni hanno sempre dimostrato grande attenzione.

Sul tema salute e sicurezza e sulla gestione degli infortuni, il tema della salute e sicurezza è un valore prezioso per la società e non riguarda solo le aziende e le lavoratrici e lavoratori, sarà necessario armonizzare le novità che il lavoro agile porta con sé con l’impalcatura delle normative già esistenti.

Dovremo renderci conto delle novità che il lavoro agile porta con sé e stare attenti ad alcune questioni. Ne cito due: in primo luogo la copertura INAIL del lavoratore agile in ogni ambito lavorativo e anche in riferimento agli infortuni e, in secondo luogo, le relazioni tra le norme previste dagli articoli 19 e 20 del presente disegno di legge e il decreto legislativo n. 81 del 2008. Cerchiamo di affrontare questo tema, valore prezioso e sociale, in maniera pacata e non affrontandolo con steccati ideologici.

La legge c’è, c’è il testo unico sulla sicurezza, c’è il disegno di legge che approviamo oggi, c’è la contrattazione, sarà quindi necessario affrontare questo tema in maniera laica e guardando in faccia la realtà, compresi i cambiamenti, tenendo conto che con il provvedimento in discussione non togliamo nessuna tutela e nessun diritto a nessun lavoratore o lavoratrice.

E’ stata una bella giornata per le lavoratrici e i lavoratori autonomi, nonché per il futuro del lavoro in Italia.