Welfare Book: spinte sociali ed economiche per una platea di beneficiari in aumento

Poletti e Parente discutono di premi di produttività

Il welfare aziendale è candidato a rivestire un ruolo centrale per accrescere il benessere dei lavoratori e aumentare le performance aziendali e a stabilire un rapporto virtuoso con il sistema pubblico. Il protagonismo delle parti e della contrattazione potrà ancora di più definire e rilanciare questo rapporto sviluppando e privilegiando alcuni servizi in base alle esigenze delle persone e dei territori. È quanto emerge dal Welfare eBook promosso da Jobsinaction, con il supporto di Edenred Italia, all’interno del quale sono stati analizzati gli strumenti di welfare aziendale legati ai premi di risultato. L’eBook è stato presentato oggi alla Camera di Commercio di Roma, durante il convegno “Per il benessere delle persone un nuovo welfare aziendale” ultima tappa del tour dedicato, promosso da Jobsinaction.

L’approfondimento ha visto come protagonisti del dibattito la Senatrice Annamaria Parente, Capogruppo PD in Commissione Lavoro e promotrice dell’iniziativa e il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti. “Con la politica pubblica, agendo su una forte leva fiscale, che agevola la contrattazione decentrata – ha dichiarato la Parente – ci si prende cura del benessere ed anche dello sviluppo professionale delle lavoratrici e dei lavoratori. È il sistema intero che si mette in movimento, attraverso la modernizzazione delle ricompense, il rapporto tra salario fisso, variabile e la scelta delle lavoratrici e dei lavoratori di convertire premi di risultato in benefit, a seconda delle esigenze personali”. “Con il rafforzamento della contrattazione di secondo livello si lega l’andamento dei salari con quello della produttività e si creano condizioni di vantaggio sul potere d’acquisto e sulla riduzione del costo del lavoro grazie all’impatto fiscale delle norme per le imprese” ha concluso la Senatrice.

Nel 2014 i lavoratori che hanno beneficiato di un premio erano due milioni e 700 mila. Oggi superano i cinque milioni, tre dei quali possono optare per il welfare. Non sono soltanto le grandi aziende a farsi coinvolgere, ma anche le PMI: il segnale arriva dall’accelerazione degli accordi territoriali, ormai quasi il 20% del totale. Resta invece molto indietro il peso del Sud e delle Isole, con contratti integrativi che non riescono ad andare oltre il 7,5 del totale. I contratti che prevedono pacchetti di welfare sono più di 4 mila e interessano una platea potenziale di 3 milioni di dipendenti, che possono scegliere se convertire i premi in welfare.

Alla fine del 2016 erano solo 2000 le aziende quelle che prevedevano piani di partecipazione, in maggior parte aziende molto grandi.

“Con la legge di Bilancio del prossimo anno amplieremo la platea dei beneficiari mantenendo gli attuali tetti e vincoli al fine rilanciare la produttività del Paese e la competitività delle nostre piccole e medie imprese” ha dichiarato Marco Leonardi, Consigliere economico di Palazzo Chigi.

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro, sottolinea come “la normativa fornisce strumenti che ci consentono di integrare il welfare pubblico con quello privato, consegnando ad aziende e lavoratori un welfare di qualità”.

Al dibattito, coordinato dal giornalista del Corriere della Sera Lorenzo Salvia, hanno preso parte oltre al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il Consigliere economico di Palazzo Chigi Marco Leonardi, il Segretario generale della Fim Marco Bentivogli e la direttrice di Asstel Laura Di Raimondo. Best practice aziendale sono state presentate invece da Natura Iblea, Ernst & Young, Trans-Edit Group S.r.l., Enel ed Edenred. Quest’ultima ha evidenziato che “la partita del welfare aziendale si gioca in due: imprese e dipendenti. E’ fondamentale, quindi, che a credere nelle potenzialità e nell’effettiva utilità dello strumento siano entrambe le parti. E i dati della ricerca Doxa-Edenred 2016, confermano una progressiva convergenza tra aziende e dipendenti sull’utilità dei piani di welfare aziendale. L’ 89% delle aziende e il 62% dei dipendenti ne dà infatti un giudizio positivo, anche in virtù dei benefici dati dall’aumento del potere d’acquisto. L’offerta degli operatori deve essere diversificata, perché l’obiettivo del welfare è quello di valorizzare le risorse umane, migliorare i servizi alla persona, aumentare la produttività e ottimizzare i costi per le aziende” ha dichiarato Andrea Keller, AD di Edenred Italia.

Il governo di una società complessa, all’interno della quale i bisogni individuali sono sempre più differenziati, richiede la necessità e la responsabilità di ridisegnare un nuovo modello di welfare composto da interventi nazionali, locali e aziendali connessi ed in armonia tra loro.

Scarica l’eBook: https://issuu.com/jobsinaction/docs/welfare_ebook_jobsinaction