Approvato in Commissione Lavoro il parere sul Decreto Povertà

Richieste maggiori risorse in Legge di Bilancio per il Reddito di Inclusione

Oggi con i pareri delle Commissioni di competenza, sul decreto attuativo A.G. n. 430, si completa l’iter legislativo della Legge che ha introdotto la prima misura nazionale di contrasto alla povertà.

Il Decreto stabilisce che il ReI (Reddito di Inclusione) sarà erogato a partire dal 1° gennaio 2018 e che potrà essere richiesto dal 1° dicembre 2017.

Un decreto frutto del Memorandum d’intesa sottoscritto, il 14 aprile, tra il Governo e l’Alleanza contro la povertà, che ha definito gli impegni circa il profilo degli interventi da realizzare in attuazione della legge delega per il contrasto alla povertà. Nella prima fase attuativa il ReI, riservato a una platea molto ampia, raggiungerà 400mila famiglie con figli minori a carico, circa 1,77 milioni di persone, con una spesa già stanziata di 2 miliardi.

La misura andrà a sostituire il SIA (Sostegno per l’inclusione attiva) e l’ASDI (Assegno di disoccupazione), con la previsione di un graduale incremento del beneficio e una graduale estensione dei beneficiari da attuarsi mediante il Piano nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale e grazie alle risorse attese dal riordino delle prestazioni di natura assistenziale finalizzate al contrasto della povertà e da eventuali ulteriori risorse da definire mediante specifici provvedimenti legislativi.

È proprio su questo punto che il parere del Senato ha voluto sottolineare l’importanza che una misura, definita essenziale ed universale, deve necessariamente tradursi in un diritto esigibile per tutta la popolazione individuata in condizioni di fragilità economica e sociale, e non nei limiti delle risorse disponibili, rimarcando quindi la necessità di stanziare risorse aggiuntive nella Legge di Bilancio 2018.

La senatrice Annamaria Parente, estensore del parere, ha voluto sottolineare che il rafforzamento del coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali e l’omogeneità territoriale nell’erogazione delle prestazioni è un altro aspetto centrale. 

Nell’esprimere parere favorevole allo schema di Decreto, la Commissione Lavoro del Senato, ha invitato il Governo ad intervenire, apportando delle modifiche al Decreto, su alcuni aspetti della misura come le sanzioni, la verifica dei requisiti e la possibile revisione del valore del massimale del beneficio. Nello specifico:

  • la Commissione ha invitato il Governo a ridurre da 12 a 6 mesi il periodo nel quale non è possibile richiedere nuovamente la prestazione in caso di decadenza in tutti i casi tranne nelle situazioni in cui il beneficio è stato fruito illegittimamente per dichiarazione mendace;
  • La Commissione ha proposto inoltre che l’INPS verifichi trimestralmente il possesso dei requisiti per l’accesso al ReI;
  • la Commissione ha richiesto al Governo di prevedere una revisione del massimale del beneficio a decorrere dal terzo Piano Nazionale di contrasto alla povertà.
  • nelle osservazioni viene affrontato anche il tema del rafforzamento dei servizi sociali territoriali, sottolineando la necessità che nella fase di monitoraggio delle criticità rilevate nell’attuazione della misura, specifica attenzione venga rivolta all’adeguatezza di professionalità sociali in organico ed alle ragioni dell’eventuale insufficienza;
  • vengono ribadite, come già sottoscritto nell’intesa Stato/Regioni, le salvaguardie delle potestà attribuite alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione.

Adesso il Governo, valutati questi rilievi, avrà il compito di portare il Decreto per l’ultimo passaggio in Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo, in 4 mesi, di predisporre tutte le azioni necessarie ad accogliere le domande di accesso al ReI dal 1 dicembre 2017.

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