Giovani che desiderano l’Europa

Ieri sera parlavo con mio figlio sedicenne dell’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. Mi ha chiesto se cambierà il progetto Cambridge al liceo che frequenta, che prevede metà insegnamento in lingua inglese di matematica e fisica, soggiorno annuale in Inghilterra e diploma finale con possibilità di iscrizione alle università inglesi senza test d’ingresso. Gli ho dovuto rispondere che è molto difficile che le cose rimarranno come prima e che si aprirà ora una fase di incertezza che non è possibile prevedere. È evidente che queste parole pesano come un macigno sull’idea di futuro di un ragazzo giovane in formazione che stava crescendo immaginando l’Europa come un’unica dimora.
Ieri la rivista online ytali ha ripubblicato un giornaletto a fumetti ideato nel 2002 da Paolo Costa, allora eurodeputato.
“Desiderio e il luogo che non c’era” nasceva come spiegazione ai bambini di un’utopia diventata realtà, quella dell’Europa unita.
Con la “spensieratezza profonda di un fumetto”, come scrive Guido Moltedo nell’editoriale di ytali, possiamo riflettere sull’Europa come sogno realizzato di pace per una generazione che usciva da due guerre.

Di recente il premier Renzi e il ministro Franceschini si sono recati a Ventotene per annunciare lo stanziamento di 80 milioni per ristrutturare il carcere, luogo dove nacque il Manifesto di Altiero Spinelli per un’Europa libera. Il progetto per la prigione degli antifascisti, nato anche su un’idea del governatore del Lazio Nicola Zingaretti, é creare un centro studi sull’Europa dedicato alle ragazze e ai ragazzi e dove si potrà formare la classe dirigente europea del futuro. È questa la strada per riprendere il sogno delle nostre madri e dei nostri padri che in queste ore difficili, dopo l’esito del referendum in Gran Bretagna, ci pare interrotto.

“Un treno per l’Europa”, una scuola di politica itinerante, organizzato quando ricoprivo l’incarico di responsabile della formazione del Partito Democratico, fu un’esperienza straordinaria per noi e per i 450 giovani che vi parteciparono in cui ci trasmettemmo passione, studi, esperienze in nome di quel cammino europeo di cui tutti noi oggi parliamo.
É nella stessa direzione la lettera di Mario Calabresi su Repubblica ai giovani europei “Cari ragazzi, l’Europa è vostra: non lasciate che vincano i venditori di paure“.
Ma dobbiamo rafforzare le condizioni perchè i giovani prendano in mano il loro destino, a partire da quelli che in Gran Bretagna hanno votato per il remain.

Per fare questo bisogna che la politica europea intervenga ed agisca in maniera forte e prioritaria sul contrasto alla disoccupazione giovanile e sui salari bassi, come ha recentemente ricordato il governatore Mario Draghi, e sul dar vita ad un sistema educativo che formi persone con competenze adeguate al lavoro.
In questi momenti non è opportuno abbattersi ma continuare a costruire il futuro.

di Annamaria Parente, Capogruppo PD in Commissione Lavoro, Senato